Terre dei fuochi Fabio Sebastiani

Terre dei fuochi
La terra ormai piange lacrime che non ha.
Come tutti gli esseri viventi soffre senza lamenti
Ma noi, viventi non lo siamo più.

La pioggia non è più gocce
la rugiada, l’alba, a chiazze di pece
nei fuochi impasta il cielo.
Ma noi, viventi non lo siamo più.

Veleni indigeribili risalgono dall’antro profondo
e come bolle d’aria sotto la pelle
e come pelle del mostro spurgano lenti.
Oggi è lo stesso disastro di ieri.
Ma noi, viventi non lo siamo più.
Un ghigno acidulo incarta abeti e lune
E’ la notte, variante di neri tra ore distratte.
Occhi più grandi degli astri cercano la luce
mani più grandi degli occhi spaziano in millimetri.
Si respira penosamente senza farci più caso.
Ma noi, viventi non lo siamo più.

Fabio Sebastiani

(Immagine tratta dal sito del Ministero dell’Interno)

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